Il mio amico Rocco Giordano Riposa in Pace
Di Vincenzo Coronato, Presidente Fondazione Convivenza Vesuvio
Stamattina, nella Basilica di San Tammaro Vescovo di Grumo Nevano, abbiamo salutato un Uomo, un Professore, un Amico, un Marito, un Padre eccellente in tutte queste poliedriche qualità che caratterizzavano la sua persona.
Ho avuto il privilegio di conoscerlo da giovane imprenditore di Confindustria Caserta, a seguito degli studi svolti nella Commissione Trasporti che presiedevo su incarico dell’allora presidente dei Giovani Imprenditori, Carlo Cicala, e su segnalazione dell’allora direttore di Confindustria, Solimene.
Era il 1993. Il professor Rocco Giordano aveva appena concluso un lavoro sulla mobilità in Italia per conto della Fondazione Agnelli, nel quale evidenziava cosa fare in ogni regione per favorire, attraverso i trasporti, uno sviluppo sano e compatibile.
Andai nel suo studio a Napoli su appuntamento e, appena si rese conto che avevo studiato le sue tesi sulla mobilità in Italia, con il suo fare austero, autorevole, pragmatico e costruttivo mi disse: «Togliamo di mezzo il Professore e il Lei. Enzo, dimmi: cosa dobbiamo fare?».
Dato che anch’io non scherzo quanto a pragmatismo, risposi: «Dobbiamo far sviluppare la provincia di Caserta. Da dove dobbiamo partire?».
Risposta secca: due principi.
- Coinvolgere i saperi locali.
- Rispettare le vocazioni naturali del territorio.
Insieme a Carlo Cicala, all’allora presidente di Confindustria Caserta Arcangelo Tedeschi, al presidente della Camera di Commercio, ai sindacati, agli artigiani, agli agricoltori e al sindaco di Caserta Aldo Bulzoni, costituimmo, sotto la guida di Rocco, un “Patto Territoriale della Provincia di Caserta”, sostenuti anche da una giovane e arguta penna de Il Mattino, Nando Santonastaso.
Risultato: primo Patto Territoriale d’Italia; finanziamento a fondo perduto di 370.000.000.000 di lire; sviluppo di 74 aziende e creazione di 11.000 nuovi posti di lavoro.
Nel 2004 presentai, per conto di Confindustria Caserta, con la presidenza del non più giovane imprenditore ma senior Carlo Cicala e la direzione di Lucio Lombardi, un’osservazione alla proposta di Piano Territoriale Regionale per far restare i cittadini vesuviani in Campania e non disperderli nelle varie regioni d’Italia, soprattutto al Nord. Osservazione accolta e diventata Legge Regionale n. 13 del 13 ottobre 2008.
Organizzammo un convegno in Confindustria Caserta il 14 luglio 2008, nel quale Rocco fece un intervento a supporto del “Progetto Vesuvio” da me redatto. Un intervento che aveva qualcosa di mirabile e incoraggiante, approvando quanto avevo proposto in termini di gemellaggio tra paesi vesuviani e province limitrofe soggette a spopolamento, secondo criteri di mobilità coincidenti con le sue logiche di “Economia dei Trasporti”. Iniziammo insieme confronti con i vari livelli comunali, provinciali, regionali e nazionali che sono ancora in corso.
Nel 2024 andai a trovarlo a casa sua, a Grumo Nevano, perché lo volevo al mio fianco in un incontro con il Capo della Protezione Civile Nazionale per argomentare la convenienza economica del mantenere i vesuviani all’interno della Regione Campania.
Purtroppo era immobilizzato su una sedia, ma lucido al punto che, quando gli dissi che avremmo dovuto occuparci anche della mobilità dei Campi Flegrei, visti i bradisismi in atto, con la sua solita genialità mi rispose: «Enzo, bisogna studiare, perché lì la situazione è complessa, in quanto soggetta a troppi imbottigliamenti della mobilità».
Spesso ci stuzzicavamo perché entrambi cattolici, mariti di una sola moglie e padri di tre figlie.
Stamane, nella stupenda Basilica di Grumo Nevano, un ex sottosegretario torinese del Ministero dei Trasporti ha sottolineato il contributo ricevuto da Rocco nella formulazione della tabella dei costi quintale/chilometro per i piccoli e medi trasportatori, al di sotto della quale sarebbero stati destinati al fallimento.
Ciao Rocco.
