La storia del progetto vesuvio

Il “progetto vesuvio” e’ un progetto socio economico redatto nel 1999. Nasce da due esperienze vissute in prima persona dal suo redattore, il Dott. Vincenzo coronato, e dalle conoscenze acquisite dalla Partecipazione quale giovane imprenditore nelle commissioni di Confindustria a livello provinciale, regionale e nazionale.

La prima esperienza in friuli, avendo svolto il servizio di leva in Qualità di ufficiale di complemento nel 2° gruppo squadroni “piemonte Cavalleria” presso il comando della brigata corazzata “vittorio Veneto” di stanza a villa opicina (trieste) dal giugno “79 al 23 aprile 1980, brigata fortemente coinvolta nel terremoto in friuli del maggio 1976, sia nella fase dei primi interventi di soccorso che nelle fasi Successive.

La seconda esperienza in irpinia dal 27 aprile 1980 al 25 marzo 1981 a Bisaccia nella qualita’ di direttore di cantiere dell’ultimo lotto dei Lavori di completamento dell’ospedale di bisaccia (avellino) ove il Sisma del 23 novembre impose una violenta accellerazione al Completamento dei lavori e messa in funzione dell’ospedale Miracolosamente scampato al disastro e presso il quale alloggiava Nelle stanze prospicienti all’obitorio insieme con gli operai della Cooperativa san giorgio, esecutrice dei lavori di completamento..

– 20 ottobre 2005 deposito “progetto vesuvio” presso Siae roma rep. 0504603.

– 7 novembre 2005 deposito presso cciaa di benevento N. Bn 2005 a 000002Percorso burocratico-istituzionale in cui si e’ inserito Il “progetto vesuvio”

· legge regionale 18 ottobre 2002 n° 26 – “ linee guida per la Pianificazione territoriale regionale”.

· legge regionale 22 dicembre 2004 n° 16 –“ norme sul governo del Territorio “- proposta di piano territoriale regionale – adozione.

Procedimento di formazione del ptr La giunta regionale adotta la proposta di ptr (la pubblica entro 60 giorni e la Trasmette alle province che a loro volta la depositano) La regione indice una conferenza di pianificazione (da convocare entro 60 Giorni dalla pubblicazione della proposta di ptr con le province, i comuni, gli enti locali, le Amministrazioni interessate alla programmazione e le organizzazioni sociali, culturali, economicoprofessionali, Sindacali e ambientaliste di livello regionale, al fine di elaborare osservazioni e Proposte di modifica alla proposta di ptr ). Il tutto entro 30 giorni dalla convocazione della Conferenza.

La giunta regionale entro 60 giorni dalla chiusura della conferenza Modifica il ptr in accoglimento delle osservazioni, lo adotta e lo Trasmette al consiglio regionale per l’ approvazione. Il consiglio regionale approva il ptr .(il ptr approvato viene pubblicato e dopo 15

Giorni acquista efficacia a tempo indeterminato).

Importantissima la scelta della regione di dar vita a una Coopianificazione molto ampia coinvolgendo province, comuni, Enti publici e privati, associazioni datoriali , sindacali etc. , anzicchè Calare il ptr semplicemente dall’alto.

18 gennaio 2006 ore 9.30 pre-conferenza di pianificazione di livello Provinciale.

27 gennaio 2006 ore 10.00 avvio conferenza di pianificazione per la Provincia di caserta.

2 febbraio 2006 ore 10.00 presso villa vetrone l’arch. Simonetta volpe Uno dei progettisti del ptr illustra in modo veramente chiaro ed Esaustivo il ptr.

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9 febbraio 2006 ore 10.00 villa vetrone continuano i lavori di Illustrazione del ptr da parte dell’arch. Volpe.

14 febbraio 2006 ore 10.00 villa vetrone ultimo incontro di Illustrazione del ptr da parte dell’arch. Volpe che precisa tempi e Modalità per la presentazione delle osservazioni al ptr da parte Degli enti titolati a poterle presentare.

3 marzo 2006 data ultima per la ratifica da parte degli enti per la Presentazione delle osservazioni. Alla provincia.

27 marzo 2006 data ultima per la presentazione delle osservazioni

Opportunamente ratificate dai rispettivi enti.

18 maggio 2006 termine ultimo per la presentazione alla regione delle Osservazioni approvate dalla provincia .

15 maggio 2006 deliberazione n.21 il consiglio provinciale di Caserta Approva le osservazioni pervenute tra cui anche il “progetto Vesuvio”. Nei termini previsti lo inoltra alla regione.

Osservazioni fatte dal dott. Coronato e da Confindustria caserta La presente osservazione, relativa alla proposta di ptr , si propone l’analisi di una Criticità rappresentata dal rischio vesuvio ed in cascata il coinvolgimento di mezzi e Unità operative.

Essa è condivisibile nelle sue linee generali e strategiche ma, al fine di rendere più Sicuro il raggiungimento degli obiettivi che si prefigge, va affiancata una scelta di Politica economica che, mitigando i rischi naturali, indirizzi persone ed attività Economiche non solo ad una convivenza nella sicurezza del rischio vesuvio stesso, Ma anche garantisca la possibilità della continuità dello sviluppo in zone che abbiano Spazi e bisogno di un’opportunità del genere.

Sostanzialmente il “progetto vesuvio”, redatto dal dott. Vincenzo coronato e Di cui si allega copia non è in contrapposizione col piano nazionale di emergenza Dell’area vesuviana (25/09/95) a cui demanda la proposta di ptr :

Esso scaturisce dalla riflessione che da una emergenza come quella di cui si sta Parlando possa derivarne l’opportunità di cui sopra, e tutto questo semplicemente Indirizzando i flussi verso le aree delle province limitrofe, ubicate in un raggio D’azione che scavalca di 40 km l’area ad alta densità abitativa restando comunque Nell’ambito della regione campania.

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Attualmente tutte le regioni d’italia rappresentano bacini d’accoglienza per le quali,

In prima battuta, si auspica il raggiungimento rapido (10 giorni) e non intralciato da

Disservizi delle infrastrutture coinvolte conseguenti all’evento catastrofico.

C’è poi un problema, affatto trascurabile, di integrazione tra culture diverse e

Potenzialmente riottose all’ospitalità in una situazione in cui le tensioni potrebbero

Facilmente esplodere e difficilmente essere sedate.

A tutto questo si aggiunge la considerazione principale, quella che confindustria

Caserta intende patrocinare perché favorisce la riconversione economica e sociale di

Capitale umano e di aree che, proprio perché caratterizzate da tassi di disoccupazione

Tra i più alti d’italia e d’europa, possono dirsi in difficoltà.

La gestione dell’emergenza in loco, la possibilità che i centri di raccolta rimangano

All’interno dei confini regionali, dà garanzia della tutela delle risorse e che il

Tessuto socio-economico possa essere ricostruito in un’ottica di implementazione

Locale come e meglio di prima.

Ciò indirizzerebbe i fondi all’uopo preposti in maniera ragionata ed in direzione

Mirata.

Il secondo effetto è quello che in caso di catastrofe avvenuta non ci si trovi

Impreparati, e che, nelle paludi delle competenze dei vari livelli istituzionali, non si

Finisca come in passato a requisire alberghi e seconde case del litorale domizio con i

Nefasti effetti già sperimentati. Il “progetto vesuvio”, si propone l’obiettivo

Di motivare investimenti privati e pubblici atti ad avere effetti moltiplicatori sul

Territorio e finalizzati a realizzare valore aggiunto al pil regionale. Queste sono le

Considerazioni che confindustria caserta propone affinché la regione

Campania le adotti ed le integri nel ptr, implementando sia le vie di fuga

Che i quadri territoriali di riferimento 1-2-3-4-5 alla luce di quanto

Riportato nel suddetto “progetto vesuvio”.

Esso soddisfa inoltre i principi stabiliti dalla commissione europea e dall’ocse,

Che sono:

– sviluppo sostenibile

– competitivita’ equilibrata

– coesione sociale

– risanamento urbano

– buona governabilità Nonché il concetto fondamentale del bottom – up anzicchè del top- down Cioè sviluppo dal basso anziché dall’alto.

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Esercitazione mesimex 2006 (major emergency simulation Exercise) Dal 17 al 23 ottobre 2006 il dott. Coronato ha partecipato all’esercitazione in Qualità di osservatore di confindustria caserta facendo opportune Osservazioni ai rappresentanti della protezione civile il 25 ottobre 2006 Sull’opportunità di allocare gli abitanti della zona rossa all’interno della regione Campania.

– 30 novembre 2006 la giunta della regione campania Approva con delibera n. 1956 il piano territoriale Regionale specificando nel documento di piano al –

Terzo quadro territoriale di riferimento – sistemi

Territoriali di sviluppo – paragrafo c.1 rischio

Vulcanico a pag. 210-211 i seguenti due principi generali.

Primo la costituzione di un vasto consenso sulle linee di

Azione da condurre, che mirino a sensibilizzare la

Popolazione nei confronti del rischio rimosso dalle

Loro coscienze.

Secondo l’impostazione di un programma di

Incentivazione al trasferimento graduale ed

Organizzato di popolazione da limitare all’interno del

Territorio regionale.

– 8 gennaio 2008 la quarta commissione della regione

Campania ratifica quanto approvato in giunta.

– 14 luglio 2008 convegno presso la confindustria

Caserta sul tema “convivenza vesuvio: dall’emergenza

All’opportunita’ ” ove viene presentato il “progetto

Vesuvio” sul quale sono intervenuti:

– prof. Rocco giordano dell’universita’ di salerno,

“ il sistema della mobilita’ e infrastrutture a sostegno dello sviluppo della regione

Campania”.

– prof. Giuseppe marotta dell’universita’ del sannio

“modello di sviluppo tra emergenza e nuove prospettive”

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– prof.ssa maria prezioso universita’ degli studi di roma

“tor vergata”

“dall’emergenza come limite, all’emergenza come risorsa. Indirizzi per una

Pianificazione preventiva sostenibile e competitiva del territorio campano”.

– ultimo e definitivo passaggio sara’ l’approvazione del

Ptr da parte del consiglio regionale.

Dopodiche’ si potra’ cominciare a lavorare nella

Direzione di una ragionata e condivisa “convivenza con

Il problema-risorsa vesuvio”.

– approvato a settembre il piano territoriale

Regionale. Oggi il principio del progetto vesuvio

Relativo al fatto che il tessuto socio-economico resti

Nei confini della regione campania e’ legge pubblicata

Sul burc al n. 13 del 13 ottobre 2008.

– 5 novembre 2008 la sweet home s.r.l., azienda della

Famiglia coronato, confindustria caserta, e

Unindustria caserta, costituiscono presso il notaio

Vincenzo di caprio la fondazione convivenza vesuvio.

– 19 novembre 2008 deposito del fondo di euro 55.000,00.

– 16 gennaio 2009 il presidente della repubblica italiana

Giorgio napolitano premia “ il progetto convivenza

Vesuvio “ con una targa, ed un elogio augurale per il

Prosieguo dei lavori al progettista, ai promotori e

Partecipanti per il pieno successo dell’iniziativa.

– 14 maggio 2009 riconoscimento giuridico della

Fondazione convivenza vesuvio presso la prefettura

Di caserta al n. 600.

– 4 agosto 2010, il presidente della fondazione per il sud,

Carlo borgomeo, comunica che il comitato di indirizzo

Della fondazione per il sud ha ritenuto l’idea

Progettuale presentata dalla fondazione convivenza

Vesuvio, coerente con lo spirito dell’iniziativa

“progetti speciali ed innovativi”

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– il 14 ottobre 2010 la fondazione convivenza vesuvio Presenta la proposta di progetto che approfondisce L’idea progettuale inviata.

– il 30 ottobre 2010, la fondazione convivenza vesuvio Presenta il progetto vesuvio alla protezione civile di San nicola la strada (ce)

– 6 dicembre 2010, la fondazione convivenza vesuvio Presenta le osservazioni alla proposta di piano Territoriale della provincia di caserta e di benevento Invitandoli a pianificare in coerenza con quanto Stabilito nella legge regionale n°13 del 13 ottobre 2008 (piano territoriale regionale) relativamente al Rischio vulcanico.

– 31 marzo 2011, la fondazione convivenza vesuvio Presenta le osservazioni alla proposta di piano Territoriale della provincia di salerno

– 27 aprile 2011, si insedia il comitato strategico della Fondazione convivenza vesuvio di cui fanno parte:

· dott.ssa maria coronato, presidente della fondazione convivenza vesuvio

· dott. Vincenzo coronato, progettista del progetto vesuvio

· prof. Carmine gambardella, preside della facoltà di archiettura della seconda università Degli studi di napoli

· prof. Michele di natale, preside della facoltà di ingegneria della seconda università degli Studi di napoli

· prof. Giuseppe marotta, direttore del dipartimento di analisi dei sistemi economici e Sociali – dases università degli studi del sannio

· prof.ssa maria prezioso, direttore del dipartimento di economia e territorio, università Degli studi di roma “tor vergata”

· prof. Don antonio palmese, direttore dell’ufficio diocesano di pace, giustizia e Salvaguardia del creato

https://www.fondazioneconvivenzavesuvio.com

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